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Un altro motivo per cui A cambiare il vento, questo testo, regge la sfida del tempo è la crescita della scrittura. Non come esercizio scolastico, ma come maturazione dell’interiorità.
Eliana scriveva bene già da giovanissima per l’età che aveva, è doveroso riconoscerlo. Ma la vera potenza risiede nella maturità che arrivava in modo non lineare, ma a picchi. Ci sono momenti in cui, sotto minaccia — quando teme di perdere “Dani”, quando il silenzio si allunga, quando l’altro sembra spostarsi altrove — la scrittura cambia funzione. Non è più racconto. È sopravvivenza. Diventa strumento.
È in questi picchi, alternati come su un elettrocardiogramma irregolare prodotto sotto agitazione – quella che una persona è capace di contenere – che emerge l’apice dell’intelligenza emotiva: quando il legame vacilla, lei smette di scrivere il mondo e scrive la verità.
E chi legge, com’è successo a noi, viene premiato da questo percorso: deve “sopportare” l’immaturità iniziale per guadagnarsi la profondità adulta. È un patto di lettura esigente, ma raramente sterile: c’è una soddisfazione quasi genitoriale o fraterna nel vederla diventare donna, e insieme cresce l’angoscia — perché, nonostante la maturità, il nodo non si scioglie.
Si capisce allora che la crescita di questa ragazza, questa persona, non è solo il tempo che passa. È l’insieme delle collisioni emotive che le fanno fare il salto di livello. E si capisce anche una cosa amarissima: la profondità c’era. Era lì. Ma è rimasta intrappolata nella scatola delle lettere, più che diventare vita vissuta.
Nati per ampliare i contenuti dei libri RAWLINE. Capitoli extra, considerazioni, materiale da scaricare, da visionare. A supporto del testo o come aggiunta allo stesso.
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