| A cambiare il vento | Espansioni | Rawlog
Il vuoto che diventa il pieno
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Apr 2026
Nellโultima parte del libro appare un elemento che, per noi, ha chiuso ogni dubbio sulla volontร di pubblicare la raccolta: il vuoto. Lo abbiamo riprodotto noi, per tentare, almeno in parte, di ricreare il momento che ci siamo trovati ad affrontare: la cerca di altre lettere, di altri pezzi, di qualsiasi cosa che colmasse quei vuoti temporali degli ultimi anni. Abbiamo provato quella sensazione di aver bisogno anche solo un pezzo di carta con due righe per avere una spiegazione in piรน. La frustrazione del non trovarle. Del โproprio non ci sonoโ.
Queste pagine, nella nostra idea di opera editoriale, non sono spazio sprecato. Sono narrazione.
Fino a quel punto il vuoto era descritto. Da quel punto in poi, il vuoto diventa non-scritto. Il lettore, come accaduto a noi, non โleggeโ piรน la distanza: la attraversa. Sfoglia il silenzio. E capisce che i vuoti non aumentano solo in mesi: aumentano in peso.
Nel libro la pagina bianca diventa unitร di gravitร : ogni salto temporale รจ una porzione di vita non condivisa, ma ogni salto successivo pesa di piรน, perchรฉ sai quanta energia รจ rimasta appesa.
E quando, dopo quel bianco, arriva la chiusura finale, non arriva come colpo di scena. Arriva come sottrazione conclusiva. Lโultima frase non riempie il vuoto ma, piuttosto, lo completa. Totalmente e definitivamente.
ร la molla che scatta.
Redazione RAWLINE
Nati per ampliare i contenuti dei libri RAWLINE. Capitoli extra, considerazioni, materiale da scaricare, da visionare. A supporto del testo o come aggiunta allo stesso.
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Nellโultima parte del libro appare un elemento che, per noi, ha chiuso ogni dubbio sulla volontร di pubblicare la raccolta: il vuoto. Lo abbiamo riprodotto noi, per tentare, almeno in parte, di ricreare il momento che ci siamo trovati ad affrontare: la cerca di altre lettere, di altri pezzi, di qualsiasi cosa che colmasse quei vuoti temporali degli ultimi anni. Abbiamo provato quella sensazione di aver bisogno anche solo un pezzo di carta con due righe per avere una spiegazione in piรน. La frustrazione del non trovarle. Del โproprio non ci sonoโ.
Queste pagine, nella nostra idea di opera editoriale, non sono spazio sprecato. Sono narrazione.
Fino a quel punto il vuoto era descritto. Da quel punto in poi, il vuoto diventa non-scritto. Il lettore, come accaduto a noi, non โleggeโ piรน la distanza: la attraversa. Sfoglia il silenzio. E capisce che i vuoti non aumentano solo in mesi: aumentano in peso.
Nel libro la pagina bianca diventa unitร di gravitร : ogni salto temporale รจ una porzione di vita non condivisa, ma ogni salto successivo pesa di piรน, perchรฉ sai quanta energia รจ rimasta appesa.
E quando, dopo quel bianco, arriva la chiusura finale, non arriva come colpo di scena. Arriva come sottrazione conclusiva. Lโultima frase non riempie il vuoto ma, piuttosto, lo completa. Totalmente e definitivamente.
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