Scorri per
leggere il Rawlog
«Ecco! Trovato! Linguaggio semplice e diretto: è populismo travestito da logica!», tuoneranno i saccenti, con la montatura appoggiata sul naso. Poi sottovoce: «Mannaggia, il gianninismo non tiene sui vetri. Forse con questo ce la facciamo…»
No. Proprio non ci siamo. Nessun populismo.
Liberi di pensarlo, di scriverlo a lato delle pagine, con la penna rossa. Ma nel caso, sarebbe chiaro che leggere le pagine (gli articoli di Extension) precedenti non è stato d’aiuto per l’intelletto.
Populismo?
Una prassi politica che mira a rappresentare il popolo e le grandi masse, esaltandone valori, desideri, frustrazioni e sentimenti collettivi?
Qui la scrittura è rugged, certo, ma non al servizio della contrapposizione a una “classe dirigente” su commissione, vista come lontana dal popolo, per la promessa di un legame diretto tra il leader e i Cittadini.
Capisco che nella “singolarità” dei ragionamenti si cerchino spiegazioni usando il mondo di cui ci circondiamo, ma addossare il populismo a questo libro è praticamente da Uomo della caverna di Platone: sempre girato verso il fondo, trae conclusioni in base alle conoscenze alle quali la grotta e le catene lo abituano e costringono.
Un uomo che vede proiettata sulla parete opposta all’entrata, all’ora del tramonto dal Martedì alla Domenica, l’ombra un cerchio. Forma che il Lunedì, puntualmente, diventa un rettangolo. Un uomo che non capisce il fenomeno che sta osservando, abituato a giudicare solo in base alle forme bidimensionali che vede.
Ecco. Parlare di populismo è esattamente questo. Parlare in termini di politica, bidimensionale, di un fenomeno che in realtà è di altra natura e, soprattutto, che si spiega solo aggiungendo un’altra dimensione: la terza, quella dei Cittadini che non scrivono le cose perché intendono, viscidamente, emergere come leader. Anche questa pagliacciata, la lascio fare ad altri.
Se qualcuno di lorsignori “red pen” vorrà comunque portare avanti questa tesi, faccia pure. Sono sempre stato incuriosito dall’osservazione dell’evoluzione dei fenomeni.
Ma dopo aver raggiunto la soddisfazione di aver trovato una crepa dall’altra parte del mio muro, che in realtà non esiste perché è solo l’ombra proiettata dal sottile ramo di un albero, provino anche a rispondere da soli, in autonomia, alle domande che io ho posto a ChatGPT, giornata dopo giornata.
Lo si faccia, però, senza l’aiuto del pubblico, senza l’aiuto del computer o quello da casa, senza il 50/50. Si risponda di proprio pugno, con le conoscenze personali, con la professionalità dell’esperto o anche solo con l’esperienza da Cittadino (perché tutti, nessuno escluso, lo è).
Cappuccio in bocca, penna sul foglio. Via i libri. Forza.
Adesso si che la penna rossa sarà utile.
Non è una sfida, non è un compito in classe. È semplicemente una verifica da parte vostra.
SE lorsignori non riescono a dare tutte le risposte, dalla prima all’ultima, da soli e con le personali conoscenze, ALLORA è solo la dimostrazione pratica che non si tratta di populismo, ma solo di pura verità. Il colore rosso evidenzierà la triste e cruda realtà dei fatti, che unisce i mancati leader populisti – al di là della posizione lavorativa o culturale – alla stessa condizione del Cittadino Medio: emergerà con disarmante semplicità che nemmeno loro sanno come funziona l’apparato fiscale nel quale vivono.
Lo deduco con facilità, dato che altrimenti potrebbero rimuovere l’”ostacolo alla dignità delle persone” inquadrato nel testo. Potrebbero agire per eliminarlo.
Corretto?
Nati per ampliare i contenuti dei libri RAWLINE. Capitoli extra, considerazioni, materiale da scaricare, da visionare. A supporto del testo o come aggiunta allo stesso.
Scorri per
leggere il Rawlog
«Ecco! Trovato! Linguaggio semplice e diretto: è populismo travestito da logica!», tuoneranno i saccenti, con la montatura appoggiata sul naso. Poi sottovoce: «Mannaggia, il gianninismo non tiene sui vetri. Forse con questo ce la facciamo…»
No. Proprio non ci siamo. Nessun populismo.
Liberi di pensarlo, di scriverlo a lato delle pagine, con la penna rossa. Ma nel caso, sarebbe chiaro che leggere le pagine (gli articoli di Extension) precedenti non è stato d’aiuto per l’intelletto.
Populismo?
Una prassi politica che mira a rappresentare il popolo e le grandi masse, esaltandone valori, desideri, frustrazioni e sentimenti collettivi?
Qui la scrittura è rugged, certo, ma non al servizio della contrapposizione a una “classe dirigente” su commissione, vista come lontana dal popolo, per la promessa di un legame diretto tra il leader e i Cittadini.
Capisco che nella “singolarità” dei ragionamenti si cerchino spiegazioni usando il mondo di cui ci circondiamo, ma addossare il populismo a questo libro è praticamente da Uomo della caverna di Platone: sempre girato verso il fondo, trae conclusioni in base alle conoscenze alle quali la grotta e le catene lo abituano e costringono.
Un uomo che vede proiettata sulla parete opposta all’entrata, all’ora del tramonto dal Martedì alla Domenica, l’ombra un cerchio. Forma che il Lunedì, puntualmente, diventa un rettangolo. Un uomo che non capisce il fenomeno che sta osservando, abituato a giudicare solo in base alle forme bidimensionali che vede.
Ecco. Parlare di populismo è esattamente questo. Parlare in termini di politica, bidimensionale, di un fenomeno che in realtà è di altra natura e, soprattutto, che si spiega solo aggiungendo un’altra dimensione: la terza, quella dei Cittadini che non scrivono le cose perché intendono, viscidamente, emergere come leader. Anche questa pagliacciata, la lascio fare ad altri.
Se qualcuno di lorsignori “red pen” vorrà comunque portare avanti questa tesi, faccia pure. Sono sempre stato incuriosito dall’osservazione dell’evoluzione dei fenomeni.
Ma dopo aver raggiunto la soddisfazione di aver trovato una crepa dall’altra parte del mio muro, che in realtà non esiste perché è solo l’ombra proiettata dal sottile ramo di un albero, provino anche a rispondere da soli, in autonomia, alle domande che io ho posto a ChatGPT, giornata dopo giornata.
Lo si faccia, però, senza l’aiuto del pubblico, senza l’aiuto del computer o quello da casa, senza il 50/50. Si risponda di proprio pugno, con le conoscenze personali, con la professionalità dell’esperto o anche solo con l’esperienza da Cittadino (perché tutti, nessuno escluso, lo è).
Cappuccio in bocca, penna sul foglio. Via i libri. Forza.
Adesso si che la penna rossa sarà utile.
Non è una sfida, non è un compito in classe. È semplicemente una verifica da parte vostra.
SE lorsignori non riescono a dare tutte le risposte, dalla prima all’ultima, da soli e con le personali conoscenze, ALLORA è solo la dimostrazione pratica che non si tratta di populismo, ma solo di pura verità. Il colore rosso evidenzierà la triste e cruda realtà dei fatti, che unisce i mancati leader populisti – al di là della posizione lavorativa o culturale – alla stessa condizione del Cittadino Medio: emergerà con disarmante semplicità che nemmeno loro sanno come funziona l’apparato fiscale nel quale vivono.
Lo deduco con facilità, dato che altrimenti potrebbero rimuovere l’”ostacolo alla dignità delle persone” inquadrato nel testo. Potrebbero agire per eliminarlo.
Corretto?

